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I cristalli fotonici dei pesci

pesce
Quando, durante una celebrazione, si leva in alto il proprio calice di cristallo per fare un brindisi, non si può fare a meno di notarne la brillantezza, a meno che la vista non si sia offuscata a causa dei brindisi precedenti.

La struttura cristallina dei solidi colpisce per il senso di ordine e di perfezione che infonde, tanto che Platone considerò queste forme regolari come gli elementi che costituiscono l'universo.

Un particolare tipo di struttura cristallina è quella dei cosiddetti cristalli fotonici. Essi sono strutture periodiche dell'ordine di grandezza di un milionesimo di millimetro in grado di riflettere perfettamente radiazioni elettromagnetiche di una certa frequenza e di assorbirne altre. Un minerale che presenta questo tipo di struttura è l'opale.

Le applicazioni dei cristalli fotonici sono innumerevoli, dai dispositivi ottici ai cavi di trasmissione dati, ma la loro costruzione presenta grandi difficoltà a causa delle ridottissime dimensioni di tali strutture.

In natura, esistono degli abilissimi costruttori di cristalli fotonici: i pesci.

È questo il risultato della ricerca condotta da un gruppo di biologi e ingegneri dei materiali israeliani in attesa di pubblicazione sulla rivista Crystal Growth & Design.

I ricercatori, spinti dal proposito di spiegare i tipici riflessi metallici presenti nelle squame dei pesci, hanno analizzato le scaglie di una carpa comune attraverso la tecnica di diffrazione dei raggi X.

L'analisi ha mostrato che la livrea del pesce è formata da diversi strati sovrapposti di citoplasma e cristalli di guanina.

Ciò che ha sorpreso gli studiosi è il fatto che questi cristalli hanno una struttura diversa da quella che è normalmente possibile costruire in laboratorio.

In qualche modo, l'organismo dei pesci stimola la formazione di particolari strutture cristalline della guanina in grado di massimizzare la riflessione della luce visibile.

Questo causa la brillantezza "metallica" nella livrea dei pesci, i quali sfruttano tali riflessi per nascondersi ai predatori, specialmente quando si trovano a nuotare vicino alla superficie dell'acqua.

Antonio Vassallo
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