Porno Scuole, tutto su telefonini e rete
Dopo i video messi in rete su atti di bullismo avvenuti in alcune scuole italiane, un nuovo caso potrebbe finire sulle pagine di maggiori quotidiani italiani.
I telefonini muniti di telecamera e utilizzati per riprendere "l'eroiche gesta" in cui il forte con i deboli diventano protagonisti da imitare, ora si sono trasformati in teleobiettivi per immortalare scene hard. Già, peccato che le protagoniste dei filmini amatoriali, che durano pochi minuti, non siano famose porno attrici o annoiate miliardarie, ma bensì semplici studentesse che frequentano delle classi superiori.
Basta scaricare quei programmi di condivisione file. Poi cercare nel motore di ricerca parole come "videotelefono" "riprese con cellulare" ed ecco apparire i mini filmini. Ragazzine che vengono invitate dal "regista" a mostrare il seno o ben altro, palpeggiamenti di gruppo, scene saffiche e oltre, di cui non possiamo certamente scrivere i particolari, visto il cattivo gusto del materiale visionato.
Tutto questo viene ripreso all'interno di aule o nei bagni di istituti.
No, non sono immagini che arrivano dall'estero. Infatti le voci di sottofondo fanno capire che tutto questi filmini sono stati girati in scuole italiane.
Ultimamente questi casi sono finiti sulle pagine di cronaca: una studentessa ha cercato addirittura di togliersi la vita, dopo aver scoperto che alcune delle sue immagini sono finite nella rete. Altre giovani studentesse, come è avvenuto ad Ascoli Piceno, invece hanno creato un specie di listino prezzi. "Vuoi riprendermi? Per il seno mi dai tre euro" e via così dove ogni parte del corpo diventa oggetto da vendere al miglior offerente. Insomma che qualcosa nei nostri giovani non vada è ormai chiaro a tutti, soprattutto dopo l'incredibile aumento di atti violenti e di bullismo.
Ma ora anche il sesso, che per molti della nostra generazione era un pianeta misterioso e da scoprire con un certo pudore, viene messo alla pubblica visione. E se qualcuno non l'avesse ancora capito stiamo parlando di minorenni!
Andrea Doi
