Da San Pietroburgo accuse di cannibalismo
Era il 19 gennaio scorso quando di Karina Barduchyan, studentessa sedicenne di San Pietroburgo, si persero le tracce, dopo la sua uscita da scuola.
La polizia russa lancia l'allarme al momento del ritrovamento di alcuni pacchi contenenti resti umani, sparsi per la città. Per gli agenti infatti i resti potrebbero appartenere proprio alla studentessa, che sarebbe dunque stata uccisa la notte seguente la sua scomparsa e quindi smembrata per farne perdere le tracce.
Contemporaneamente sono stati arrestati due giovani di 19 anni, Yuri Mozhnov, fioraio -- condannato per rapina nel 2005 - , e Maxim Golovatskikh, macellaio ed ex paziente di un istituto psichiatrico, entrambi conoscenti della vittima, oggi accusati per l'omicidio della Barduchyan.
I presunti killer, avrebbero attirato la studentessa in un appartamento della città, dove l'avrebbero affogata in una vasca, omicidio che, secondo l'accusa, sarebbe avvenuto a seguito di un litigio intercorso tra lei e Golovatskikh.
Durante l'interrogatorio, i due giovani avrebbero confessato di averne smembrato il corpo e cucinatone alcune parti, accompagnandole con un "contorno di patate", perché: avevano fame.
Si sarebbero poi sbarazzati degli "avanzi" impacchettandoli in dei sacchi di plastica e gettandoli in diverse parti della città.
Ornella Lodin
