Home Page Testata
Home Page
Articolo
Credo in un solo io

copertina
Credo in un solo io
Gianluca Liguori
Tespi editore
10,00 €


"Credo in un solo io".
La politica e la società di oggi raccontate attraverso la poesia di Gianluca Liquori.
Libro nato dalla necessità uterina dell'autore di esprimere la propria disillusione nei confronti dei vecchi valori e delle vecchie convinzioni e dal bisogno di porre in evidenza il triste senso di vuoto che contraddistingue i tempi moderni legati ad una corruzione indecente e sempre più spesso spregiudicata, in quella che era terra di gloria.
Cosa è l'uomo in realtà?
"Siamo sostanza gelatinosa, materia organica biodegradabile, quello che facciamo rimarrà come traccia, un passaggio inutile o rappresentativo, d'esempio o di denigrazione, una massa di elementi vomitevoli." (Uomini)
Alle sue riflessioni seguono poesie introspettive sull'inutilità delle parole, sulla solitudine e sul mutamento.

Ciò che risalta più di ogni altra cosa è l'incapacità dell'uomo di trovare un punto di riferimento stabile, un appiglio che gli permetta di dare un senso all'esistenza e di superare il senso di vuoto che lo accompagna.
"Siamo figli dell'epoca vuota, siamo semi distorti, inglobati in sillogismi frantumati ed esoterismi innocui, imbocchiamo argomenti, ma per lo più per perdere tempo, per dissipare il tempo prezioso e soffice che ci avvolge, a volte fugge, altre ci sfiora, veleggiando in balia del sogno." (da Primo Maggio).
Oppure "E' un'esistenza precaria, al margine; si vive per sentito dire, si sopravvive." (da Considerazioni).
Ed ancora "I giorni andati sono riposti, non sappiamo dove, non si trovano quelle allegrezze gioviali, la gioventù, mentre adesso, la monotonia, la quotidianità sempre uguale, mentre un sogno è stato assassinato, e altri stanno per morire." (da Domande e Risposte).
La poesia e l'amore, a cui sono dedicate alcune liriche, sembrano essere le uniche isole in grado di salvare l'uomo dall'oceano di oblio che lo circonda. L'unica ancora di salvezza in un mondo che viaggia a forza nove.

"Se fossi capace, ma capace non sono, ti aprirei le porte del mio regno, il re, io, solo da secoli, da tutti i miei secoli, e la regina perfetta saresti tu, proprio tu, se fossi capace, ma capace non sono." (da Se fossi capace) ed ancora "Lei è quello che attendevo da tempo, ma il tempo mi ha fatto volare e cadere, e siamo amici e nemici, io e il tempo, il tempo avanza e io costruisco parole, parole per lei, parole d'amore." (da Lei è...)
Parole di rabbia, altre d'amore, altre ancora di riflessione, altre di impotenza, altre di delusione.
Osservazioni le sue che potrebbero diventare anche le nostre in tempi in cui la guerra fa ancora da padrona nelle lotte di potere economiche e territoriali; l'indifferenza per le vite distrutte diventa vivere quotidiano; l'amore per le persone diventa traguardo irraggiungibile; l'amore per la propria città, invece, viscerale.
Poesie riflessive raccolte in quattro diverse argomentazioni: politica, introspezione, amore e tristezza.
Niente rima. Niente ritmo. Solo pensiero, il suo. Il pensiero di un uomo in un mondo egoista.

Gianluca Liguori, nato nel sud, a soli 18 anni si è trasferito a Roma dove attualmente risiede. Vorace lettore sin da bambino. A cinque anni già leggeva e scriveva. A nove anni come regalo per la comunione chiese il dizionario, il suo affezionatissimo Devoto-Oil che utilizza ancora adesso. Addirittura su quel dizionario la parola Internet non esiste neppure.

Nadia Turriziani

Leggi anche l'intervista a Gianluca Liguori Article Manager module by by George! Software.