Cancro al seno, un problema non solo femminile
Cancro al seno, una donna su nove fa i conti con questa malattia, così come un uomo su 800.
James Thompson, manager originario del Cheshire, 50 anni e padre di tre figli, fa parte di questa percentuale.
Raramente sentiamo parlare di tumore al seno facendo riferimento ad un uomo, oppure pensiamo che la mammografia sia un esame prettamente al femminile. Anche Thompson la pensava così, ma suo malgrado si è ritrovato da macho frequentatore di palestre e piscine dall'ambiente cameratesco, al rosa e ovattato ambiente delle sale d'aspetto in cui le donne affette da cancro al seno si ritrovano per esami e visite.
Apprendere di essere stato colpito dal cancro, è stata la prima doccia fredda per James, dal momento che ha sempre condotto una vita sana, con un'alimentazione bilanciata e movimento fisico e soprattutto nessun altro caso di tumore nella sua famiglia. "La cosa per certi versi più ironica" a suo dire "è che sebbene io lavori per una compagnia farmaceutica che produce due dei principali farmaci utilizzati nella cura del cancro al seno - Tamoxifen e Arimidex -- non avevo la minima idea che anche gli uomini potessero contrarlo. Ho scoperto di avere questo tumore solo per caso".
Come succede per le donne, James si è accorto per caso di avere un nodulo al petto, guardandosi allo specchio dello spogliatoio della palestra, mentre si cambiava. Gli uomini temono il tumore alla prostata o ai testicoli, non pensano certo al cancro al seno, e James pensa a primo impatto, nonostante la massa risulti dura al tatto, che si tratti di una cisti. Un amico medico lo invita a prendere immediatamente un appuntamento per un consulto. James crede ancora che si stia facendo troppo rumore per nulla, invece, al consulto segue una lista di altri appuntamenti ed esami, tra cui una biopsia. I risultati rivelano un tumore al primo stadio che è stato preso in tempo. "Ti senti travolto come da un fiume in piena, vieni bombardato da una valanga di notizie, consigli, al punto che non riesci nemmeno più a pensare. Da quel momento, in qualsiasi ambulatorio mi recassi per la cura della mia malattia, risultavo essere l'unico uomo".
"La dottoressa mi spiegò le diverse eventualità conseguenti al risultato della mia operazione, se essere trattato con chemioterapia o Tamoxifen, attraverso un disegno mi mostrò come sarebbe avvenuta l'operazione, in quel momento fui colto da ilarità, perché era il disegno della sezione di un seno femminile! Avrei perso il capezzolo e la cicatrice sarebbe stata evidente. Solo che io sono un uomo, da donna mi sarebbe stata asportata la mammella".
L'operazione di James dura due ore, il tumore -- che nel frattempo era progredito -- è stato rimosso, tutto è andato bene. James viene a sapere di essere stato il primo paziente uomo su cui il chirurgo operava questo tipo di intervento. Risulta anche l'assenza di metastasi, James dovrà curarsi con il Tamoxifen per i prossimi cinque anni. "Ho dovuto dire addio al tennis perché potrebbe creare troppo stress al braccio, così come la danza scozzese o il giardinaggio, un graffio potrebbe infettarsi e sarebbe un problema. Posso continuare a nuotare, ma con attenzione".
James spiega che la gente prova un certo imbarazzo a parlare di cancro al seno, quando a soffrine è un uomo, perché non sa proprio come comportarsi "Gli uomini siamo più schivi, tendiamo a mantenere un certo riserbo, le donne sono più brave a condividere i loro sentimenti. Eppure non mi perdo d'animo, quest'anno ho tutta l'intenzione di festeggiare il venticinquesimo anniversario di matrimonio con mia moglie ed il compleanno dei miei figli. Sono un piccolo punto blu, in un mondo tutto rosa: la confezione dei farmaci, gli ambulatori, il nastrino che porto ai congressi". James ha una sola richiesta: sarebbe più giusto che gli uomini venissero messi maggiormente al corrente su questo tumore e che il simbolo del nastro rosa, avesse un piccola striscia blu, proprio perché riguarda entrambi i sessi.
Ornella Lodin
