Vende due gemelli per la liposuzione
Sonia Ringoir, 31 anni, è stata accusata dalla polizia di Ghent, Belgio, per aver affittato "on-line" il proprio utero ad una coppia di olandesi disperati che desideravano un bambino, e di avere venduto per 14 mila euro i due gemelli venuti al mondo; la donna avrebbe affittato il suo utero non per disperazione o indigenza, ma potersi pagare una liposuzione.
Il tutto si svolgeva in una sorta di "sperma party" nella casa della Ringoir a Lovendegem, una cittadina vicino Ghent, che si faceva pagare 450€ ogni volta che doveva farsi ingravidare dal marito. Tamara Stegeman -- un'altra donna olandese coinvolta in questa storia - racconta "Tutto si svolgeva come ad un coffee party. Si beveva una tazza di caffè, e poi andavamo al piano di sopra con una siringa".
La famiglia Stegeman dice di aver pagato tre "visite" per un totale di 1250€ sperando che la Ringuar potesse partorire il "loro" bambino. Solo che gli Stegeman non sapevano che la Ringuar, via internet, avesse fatto la stessa proposta ad un'altra coppia di olandesi che desiderava un figlio, a cui aveva fatto pagare ben 2700€ per cinque "viaggi di inseminazione".
La Ringuar, madre di altri cinque bambini che vanno dai tre ai tredici anni, alla fine della gravidanza ha "consegnato" i due gemelli ad un amico, lasciando così a mani vuote le due coppie olandesi. Dichiara inoltre di non aver percepito nessuna somma di denaro da questo presunto amico. Però, visto che le bugie hanno le gambe corte, o se preferite: la madre dei cretini è sempre incinta, il marito della Ringuard, Marc Poppe di 48 anni, allontanatosi dalla moglie, avrebbe detto ad un reporter olandese sotto copertura che avrebbe chiesto del denaro anche a lui, allo scopo di mettere su la cifra necessaria per una liposuzione. L'uomo avrebbe detto "Era conveniente da un punto di vista economico, di certo non l'avremmo fatto senza avere nulla in cambio", tutto questo perché lui le avrebbe fatto pressione perché "rimettesse su il suo corpo".
In Belgio non è reato affittare l'utero, la Ringoir non può essere dunque accusata di aver fatto commercio dei bambini, al più se verrà condannata per frode, dovrà scontare una pena che va da un mese ai cinque anni di carcere. Il caso ha sconvolto la popolazione belga che adesso preme perché la politica ponga riparo cambiando la legge.
Ornella Lodin
