A come Aita
Aita in italiano arcaico vuol dire "aiuto". Un significato che quelli dell'associazione Onlus Progetto Aita di Catania hanno fatto proprio. In realtà quelle quattro lettere, per chi nel 2001 ha deciso di fondare questa associazione, nascondono molti altri significati, altrettanto importanti. Sentendo parlare di Aita Catania viene da pensare ai concetti di solidarietà e di amicizia, ma anche a quelli di tenacia e voglia di fare.
L'associazione catanese si occupa di venire incontro alle esigenze dei bambini e degli adolescenti affetti da patologie neurologiche e comportamentali, bambini che troppo spesso si trovano a passare fasi importanti della loro vita in ospedale o in centri di riabilitazione e che hanno il bisogno pressante di evadere da una quotidianità troppo ospedaliera e seriosa. Aita ha infatti a che fare con bambini autistici, depressi, che manifestano disturbi dell'apprendimento, epilettici.
Per conoscere a fondo l'attività dell'associazione abbiamo incontrato il suo presidente, Luigi Mazzone, neurospsichiatra infantile che ha subito precisato: «Il nostro lavoro non va a sostituirsi a quello di cura, ricovero o riabilitazione. Noi proponiamo un'attività ludica e sociale che serve ai bambini per svagarsi e passare momenti in allegria e spensieratezza, come è giusto che sia alla loro età».
E di modi per mettere in atto questo proposito quelli dell'Aita ne hanno pensato diversi. Sono circa una cinquantina i volontari che si alternano tre giorni la settimana nel reparto di neuropsichiatria infantile del Policlinico di Catania: «Una volta l'anno organizziamo un corso di formazione -- spiega il dottore Mazzone che aggiunge -- per partecipare non serve nessun titolo sanitario. E' sufficiente la voglia di mettersi in gioco, scegliendo di dedicare un pò del proprio tempo ai più piccoli». Per realizzare al meglio questo proposito recentemente l'Aita ha inaugurato, proprio in prossimità del reparto del Policlinico, una ludoteca in cui i piccoli degenti possono passare i loro pomeriggi con i volontari, tutti di età compresa tra i 25 e i 35 anni. Alla fine di quelle ore passate a ridere e scherzare nessuno rimane scontento, nemmeno i genitori dei pazienti, a confessarlo è il presidente di Aita: «Riconoscono il nostro livello professionale e per questo non hanno problemi nell'affidarci i loro bambini, con alcuni di loro poi ci conosciamo da anni».
L'associazione, per non rinunciare a nessuno dei suo progetti, ma anche per provare a spingersi sempre più avanti è molto impegnata anche sul fronte della raccolta fondi. Il 2008 è stato inaugurato con la pubblicazione di un calendario speciale. Per ognuno dei dodici mesi i bambini dell'Aita sono stati ritratti a fianco di volti famosi dello sport, siciliani che hanno reso famoso il nome della loro terra a livello agonistico, dai calciatori del Catania, ai rugbisti, passando per pallanuotisti, schermidori e corridori. Anche il backstage è stato un momento per ridere e scherzare insieme. «E' stato molto divertente -- ha raccontato Luigi Mazzone che ha aggiunto -- questo conferma la nostra vocazione sportiva. In futuro mi piacerebbe creare una sezione sportiva agonistica del Cip (Comitato Italiano Paralimpico, ndr ) qui a Catania, potrebbe nascere un vero e proprio club sportivo con atleti forti a livello nazionale».
D'estate Aita non dimentica i suoi piccoli amici e l'appuntamento è con il grest estivo che si tiene in collaborazione con il Cus Catania. Solo l'anno scorso sono stati in cento i bambini che hanno preso parte alle attività estive e che sono stati inseriti nel gruppo dei normodotati.
Info:
info@progettoaita.com
Mariangela Di Stefano
