''Siamo figli della Resistenza''
Non è bastata una sola serata per contenere tutto l'entusiasmo della grande famiglia torinese dei Modena city ramblers. E così si è dovuta raddoppiare la data in un weekend particolare, che ha preceduto le elezioni politiche. Ma nel pomeriggio di sabato i ramblers hanno fatto tappa anche in piazza Castello, dove, da due settimane, ragazzi e ragazze di alcune associazioni tra cui Libera insieme a molti altri cittadini stanno presidiando 24 ore su 24 la prefettura in solidarietà a Pino Masciari. Un imprenditore calabrese che 11 anni fa ha denunciato i propri estorsori e il sistema politico alle spalle e che proprio per questo è stato abbandonato dallo stato. Di fronte all'invito dei presidianti, gli artisti hanno risposto presente e hanno eseguito alcuni pezzi storici come 100 passi e bella ciao dedicandole a chi combatte tutti i giorni contro le mafie. E alla sera dal palco dell'Hiroshima, con addosso la maglietta degli "amici di Pino Masciari", davanti a oltre mille giovani, hanno lanciato l'appello per Pino. L'ennesima conferma di un gruppo da sempre impegnato nel combattere il sopruso e le ingiustizie sociali.
Ne approfittiamo per scambiare due parole con Franco, membro storico dei Ramblers.
Dopo il ungo inverno, ritornate nei negozi con un nuovo disco, Bella ciao, destinato principalmente all'estero. Come mai questa scelta?
Avevamo giàuna buona base di partenza in quanto avevamo già suonato in Olanda e in Germania, ma questo disco rappresenta il passo successivo, e ci permetterà di fare anche qualche minitourneè. E' stato registrato in presa diretta, suonato tutti insieme, una sorta di presentazione live del gruppo in cui sono contenuti nostri brani tradotti in inglese e riarrangiati.
In questo disco avete coinvolto anche Terry Woods, membro storico dei Pogues. Che effetto vi ha fatto suonare con lui?
Terry Woods è sempre stato il nostro mito e fa parte di un gruppo al quale noi ci siamo sempre ispirati. Ci ha fatto piacere che abbia accettato la nostra richiesta e che ci abbia dato sia come produttore artistico sia come musicista.
I suoi consigli sono stati preziosi: innanzitutto ci ha suggerito di mantenere quelle canzoni in cui si esprime meglio l'italianità eliminando così i caratteri provenienti dalla musica irlandese. Inoltre per il cd, sono stati scelti quei brani che parlano di valori universali.
Negli anni passati avete suonato numerose volte all'estero, come reagisce il pubblico straniero alle vostre canzoni?
Brani come bella ciao sono conosciuti in tutto il mondo, poiché sono portatori universali di una certa ideologia, di una certa visione del mondo che accomuna tutti i popoli da Santiago de Cuba fino a Modena.
Il tema della resistenza è una presenza costante nei vostri testi. Che significato ricopre secondo voi?
Nonostante le dichiarazioni di una certa parte politica che vorrebbe cancellare questo momento storico dai libri di scuola, non bisogna scordarsi che siamo figli della resistenza, di coloro che hanno lottato e hanno perso la vita per ideali di libertà. Ora che però i protagonisti stanno scomparendo dobbiamo farci testimoni dei racconti dei nostri nonni per evitare che qualcuno cerchi una rilettura di quel momento storico. Non ci sono altre letture, e questo deve essere portato avanti anno dopo anno non solo in occasione del 25 aprile.
Chi sono i partigiani di oggi?
Chi combatte tutti i giorni contro il potere delle mafie, che puo' essere considerato come un vero e proprio governo che amministra quasi tutto il paese. E così come sessant'anni fa i nostri nonni lottavano contro il governo fascista, oggi molte persone stanno affrontando a viso aperto il potere mafioso. Due lotte condotte in nome degli stessi valori di uguaglianza, legalità e libertà. Perché chi accetta il sopruso e la sopraffazione delle mafie non è un uomo libero.
La vostra è una musica impegnata, che parla di problemi sociali e si storia d'Italia. Come la vivono i vostri fan?
In questi giorni, abbiamo letto la storia di una ragazza che interrogata su chi fosse Aldo Moro, ha saputo rispondere alla domanda poiché aveva ascoltato un passo di un nostra canzone in cui citiamo l'episodio di via Caetani. A partire da quella frase, era poi andata ad approfondire sui libri.
Noi lanciamo al nostro pubblico degli input, raccontiamo delle storie, cerchiamo di trasmettere dei valori, sperando che poi i ragazzi approfondiscano.
Proprio in questi giorni è uscito un vostro singolo "Siamo gli operai". Ci puoi spiegare di che si tratta?
E' un progetto di un cantautore-operaio emiliano Fabrizio Varchetta. Lavora al torchio ogni giorno e ha composto questa canzone sul mondo del lavoro chiedendoci di partecipare. La canzone uscirà on line e si potrà scaricare con un offerta che andrà al fondo per le famiglie delle vittime.
Tempo di elezioni. Dopo il lungo inverno dell'era berlusconiana, dopo quel giorno a primavera del lontano aprile 2006, che stagione ci aspetta adesso?
Non saprei, ma se dovessi definirlo in poche parole, speriamo in un bell'autunno caldo.
Simone Bauducco
