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Ted Bundy

ted bundy
Molti serial killer sono passati alla storia per la loro efferatezza, ma anche per il fatto che i media si sono concentrati particolarmente su di loro e sulle loro storie. Ne sono nati dei libri, dei film che hanno raccontato dei loro delitti e della caccia all'uomo messa in atto dalle forze dell'ordine nel tentativo di fermare la catena di uccisioni. Così è stato per Ted Bundy, serial killer tristemente famoso in tutto il mondo che ha agito tra il 1974 e il 1978, prima di essere fermato definitivamente dalla polizia.

Aveva la faccia da bravo ragazzo, sembrava una persona che non avrebbe mai potuto fare male nemmeno ad una mosca e invece, ancora oggi, rimane un mistero il numero reale delle sue vittime. Durante il processo Bundy ha ammesso di avere ucciso 28 donne, per gli inquirenti il numero esatto sarebbe compreso tra 26 e 52, mentre per i giornalisti le vittime sarebbero almeno 100.

LA SUA INFANZIA
Il vero nome di Ted Bundy è Theodore Robert Cowell. Alla nascita non riceve certo una bella accoglienza. La mamma decide di partorire all'Elizabeth Lund Home di Burlington nel Vermont, una clinica in cui le ragazze madri possono dare alla luce i loro piccoli senza che nessuno chieda niente riguardo ai padri. E' il 24 novembre del 1946 e la madre di Ted, Eleonor Louise Cowell, subito dopo avere partorito abbandona in istituto suo figlio.

Ci ripensa dopo tre mesi e torna nel Vermont dicendo di essere la sorella maggiore di Ted. Nessuno si ricorda la sua faccia e Eleonor può portare con se il figlio fino ad un paesino nelle vicinanze di Philadelphia in cui abitano i suoi genitori. Per non dire di essere una ragazza madre i nonni di Ted diranno di essere suo padre e sua madre, il giovane Cowell cresce pensando che Eleonor sia davvero sua sorella.

Quanto Ted compie quattro anni, la madre/sorella si sposta con lui fino a Tacoma nello stato di Washington. Lei assume definitivamente il nome di Louise e conosce Johnnie Culpepper Bundy, un cuoco militare. I due si sposano il 19 maggio del 1951. Avranno quattro figli e Ted assumerà il cognome del patrigno, un uomo che lo ama come un figlio ma che non viene ricambiato.

Ted intanto continua a pensare che Louise è la sorella, non capisce che Johnnie è il padre che non ha mai avuto e pensa spessa ai nonni/genitori ormai lontani. Preferisce stare da solo, ma comincia una serie di attività che lo mettono a contatto con i suoi coetanei. Si iscrive ai boy scout e li frequenta, ma è lo stesso periodo in cui viene accusato di spiare le donne dalle finestre e di rubare abiti nei negozi.

IL CAMBIAMENTO
Con il passare degli anni cambia il suo carattere. Da timido diventa estroverso e al Liceo per i suoi compagni di scuola è un vero leader. Stare da solo però ha sempre il suo fascino e Ted passa il suo tempo studiando e ottenendo ottimi voti. Si dedica alla politica e allo sci con profitto, ma fallisce nel mondo del lavoro. Fa il cameriere e anche il lustrascarpe ma non riesce a rimanere in un posto per molto tempo, non viene considerato affidabile da chi all'inizio decide di assumerlo.

Si diploma nel 1965 e merita una borsa di studio che gli permette di iscriversi all'Università di Puget Sound a Tacoma, nello stato di Washington. Che sia vero o falso, si narra che proprio qui, sotto la fontana Thompson, Ted Bundy abbia seppellito le sue prime vittime.

TED SI IMMAMORA
Dopo due semestri si trasferisce all'università di Boston. La sua è una bella età, ha vent'anni e può essere padrone del mondo. Nel 1967 si innamora pazzamente di Stephanie Brooks una giovane e ricca californiana dalla figura snella e con i lunghi capelli mori. Stephanie li porta con una riga al centro e a Ted piace anche per i jeans che indossa. Dopo poco che i due ragazzi si frequentano lei capisce che la differenza di estrazione sociale può essere un problema e lo lascia. Per Ted è un duro colpo da accettare e in un primo momento prova a riconquistarla dimostrandole il suo valore. Ottiene una borsa di studio per l'Università della California, ma non riesce a fare breccia nel cuore di Stephanie. Il colpo è duro e Ted Bundy cade in depressione.

Le cattive notizie non arrivano mai sole e nel 1969 torna a Burlington. Qui scopre che quella che ha sempre considerato come sua sorella è in realtà la sua madre naturale. Il suo rapporto con Louise tuttavia non cambia, semmai peggiora quello con il padre adottivo.

Tra il '69 e il '73 le cose per Ted si mettono veramente bene. All'università di Washington frequenta i corsi di psicologia e legge e per i professori è un vero e proprio idolo. E' uno studente modello che ottiene ottimi voti. E' impegnato anche su altri fronti. Entra nel comitato elettorale del partito repubblicano, prima come volontario e poi come membro attivo. E' volontario alla Seattle Crisis Clinic, un'organizzazione no profit che forma telefonisti a disposizione di bisognosi e vittime di stupri. In questa occasione conosce Ann Rule. Sarà lei a scrivere la storia di Ted Bundy ormai dietro le sbarre, pubblicando un best seller dal titolo "Un estraneo al mio fianco".


Una ragazza si innamora di lui. Si chiama Elizabeth Kendall e ha una bimba e vorrebbe sposare Ted, così amorevole. Lui nel frattempo ha anche ottenuto una medaglia dalla polizia per avere salvato un bimbo dalla morte sicura, il piccolo rischiava di affogare.

Nel 1973 si laurea e viene accettato alla scuola di legge nello Utah anche se decide di non proseguire gli studi.

LA CATTIVERIA DI TED
La sua vita è davvero perfetta. Se ne accorge anche Stephanie Brooks che con Ted non ha smesso di tenersi in contatto tramite una fitta corrispondenza. I due si incontrano durante un viaggio di lavoro in California nel '73 e scocca la scintilla, ma Ted ha un suo piano. I due si mettono insieme e lei è sempre più innamorata di Ted, tanto da chiedergli finalmente di sposarla. Ted non aspettava altro, le spezza il cuore e la lascia senza pensarci due volte. Del resto era tutto nei suoi piani.

GLI OMICIDI
Per Ted è la fine della sua vita normale e l'inizio delle sue violenze. Le sue vittime ricordano tutte la figura di Stephanie la donna che lo aveva fatto soffrire e alla quale aveva restituito lo stesso comportamento.

La sua prima vittima è sopravvissuta. Si chiama Joni Lenz e ha diciotto anni quando, in una mattina del 4 gennaio del 1974 i suoi coinquilini la trovano in fini di vita in una pozza formata dal suo stesso sangue. La ragazza è stata violentata e picchiata duramente. Chi si è avventato su di lei con quella furia, prima di lasciarla, le ha infilato con forza una doga del letto nella vagina, la stessa utilizzata per picchiarla duramente in faccia. Joni è in coma ma i soccorsi fanno presto ad arrivare, per lei comunque ci sono gravi danni cerebrali e lesioni interne di estrema gravità. Non ricorda nulla di quanto è successo. Ted Bundy ha agito indisturbatamente prima di prendere la fuga attraverso la stesa finestra tramite la quale era entrato nell'appartamento.

E' poi la volta di Lynda Ann Healy una bella ventunenne che il primo febbraio del 1974 svanisce nel nulla dalla sua stanza di Seattle. I genitori danno l'allarme quando non la vedono rincasare per cena. Chiamata la polizia il caso viene archiviato nonostante sul letto disfatto vengano trovate una goccia di sangue e tracce di sperma, mancano anche un cuscino e le lezuola. Nessuno si preoccupa più di tanto, ma le violenze continuano. Passano i mesi e tra lo Utah l'Oregon e lo stato di Washington spariscono altre cinque studentesse. Hanno tutte qualcosa in comune, ma nessuno sembra farci caso tanto da pensare che dietro ci sia un solo uomo. Nessuno ha più loro notizie dalla sera, sono bianche, magre, single con lunghi capelli pettinati con la riga in mezzo e vestite con dei pantaloni. Sembra proprio l'immagine di Stephanie Brooks.

Cominciano ad emergere anche altri indizi. Le ragazze sarebbero state avvicinate da uno sconosciuto che si sarebbe presentato con un braccio o una gamba ingessata in cerca di un aiuto per trapostare qualcosa fino al suo maggiolino.

Tocca a Brenda Baker il 17 giugno e siamo ancora nel 1974. Il suo cadavere viene ritrovato in un parco in condizioni terribili e nessuno riesce a capire cosa effettivamente abbia causato la morte della ragazza.

Siamo nello Stato di Washington nel parco del lago Sammanish, qui vengono ritrovati i corpi di due giovani che erano state date per disperse. Si tratta di Janice Ott e Denise Naslund che nessuno aveva più visto dal 14 luglio. Per i periti è arduo dare un nome a quei resti non hanno in mano che poche ciocche di capelli, due teschi, quattro ossa del femore e un osso della mascella. Interrogando gli amici di Janice si scopre che durante un pic nic un uomo ingessato l'aveva avvicinata chiedendole di aiutarla a caricare una piccola barca sul tetto della sua macchina e aveva detto di chiamarsi Ted. E' il primo indizio per gli investigatri che però non riescono a sapere di più su quello che è uno dei più efferati serial killer mai visti.

Ted Bundy si sposta nello Utah e uccide Melissa Smith a Midvale il 18 ottobre del 1974. Anche in questo caso la giovane scompare mentre tornava a casa da una festa per poi riapparire cadavere il 27 dello stesso mese. Le sue condizioni sono terribili. E' stata violentata, sodomizzata e poi uccisa per strangolamento, l'assassino ha utilizzato le sue calde.

Per Ted è ormai un vortice di violenza e gli omicidi si avvicinano tra di loro. Dopo avere ucciso Melissa passano 13 giorni e durante la festa di Halloween rapisce a Lehi, sempre nello Utah, Laurie Aimee, una diciassettenne il cui corpo viene ritrovato soltanto il giorno del Ringraziamento.
Anche lei è stata prima tramortita con un colpo alla testa e poi stuprata brutalmente prima di essere lasciata morta e senza vestiti. In questo caso i capelli della vittima sembrano essere stati lavati. Si parla di nuovo di un ragazzo ingessato.

Intanto un'amica di Elizabeth che ha letto il giornale e ha visto l'identikit del serial killer chiama la polizia perché ritiene di conoscere l'assassino. Per lei è Ted Bundy, possiede un maggiolino e nella sua stanza tiene delle grucce che di solito vengono utilizzate da chi ha problemi a deambulare. Mostra delle foto all'interrogatorio ma per la polizia quell'uomo non può essere l'assassino. Non è che che un brillante studente di legge che per di più occupa il suo tempo dedicandosi al partito repubblicano.

Ted Bundy intanto continua a spostarsi da uno stato ad un altro e avvicina le proprie vittime in modi sempre più invadenti tanto che alcune di loro gli sfuggiranno e andranno alla polizia per riferire dell'accaduto.

Arriviamo all'otto novembre del 1974 quando Ted Bundy commette il suo primo passo falso rapendo Carol De Ronch una diciottenne che viene avvicinata da un uomo che le dice che qualcuno ha provato a forzare la serratura della sua auto per farle un brutto scherzo. L'uomo si offre per accompagnarla a controllare che vada tutto bene, poi confessa di essere l'Ufficiale Roseland e le consiglia di arrivare con lui in centrale per stendere un verbale sull'accaduto. Il maggiolino del presunto poliziotto insospettisce la ragazza. Ted alla richiesta di lei di mostrarle un tesserino ne utilizza uno falso preparato ad hoc. I due sono in macchina insieme quando Ted la ammanetta ad un polso e le intima con una pistola di non urlare. Lei però riesce a liberarsi dopo una colluttazione furiosa prima di essere bloccata del tutto. Dalla sua giacca i periti riusciranno a risalire al gruppo sanguigno di Ted Bundy. Gli indizi cominciano ad aumentare di numero e di importanza.


Ted nel frattempo non si da per vinto e la stessa sera a diciassette miglia di distanza si finge di nuovo poliziotto con Debby Kent al liceo di Viewmont dal quale la ragazza era uscita per andare a prendere a scuola il fratellino. Il corpo della ragazza non verrà mai ritrovato. I testimoni del liceo parlano di un maggiolino che si aggirava nelle vicinanze con il quale si sarebbe allontanata la giovane con la scusa che qualcosa di strano era successo alla sua auto. In quel parcheggio viene ritrovata una chiave che apre proprio le manette che erano ai polsi di Carol.


Nel 1975, la sera del dodici gennaio, scompare Caryn Campbell che era andata in Colorado con il fidanzato e i suoi due bambini. Un mese dopo viene ritrovato il suo corpo nudo. Gli animali hanno massacrato quello che l'assassino non ha toccato e hanno reso impossibile capire le cause della morte anche se le fratture al cranio lasciano ipotizzare che un corpo contundente sia stato lanciato più volte sulla testa della donna.

Contemporaneamente vengono ritrovati nello Utah e nello stato di Washington i corpi di altre ragazzae, e nel Colorado saranno in cinque a fare perdere le loro tracce dopo l'ultimo omicidio. Sembra proprio che l'assassino non voglia mettere la parola fine al suo massacro.


L'ARRESTO
Ted Bundy viene arrestato il 16 agosto del 1975 nella contea di Salt Lake quando un sergente, Bob Hoywood, si accorge della presenza di un maggiolino Volkswagen che è scappato non appena si è accorto della pattuglia della polizia. Una volta fermata l'auto Ted è costretto a consegnare i suoi documenti e finisce dietro le sbarre perché sospetato di furto con scasso. Nella sua auto, sprovvista del sedile del passeggero ci sono una sbarra di ferro, una corda, una maschera da sci, un paio di manette e un rompighiaccio.

Si chiamano i testimoni oculari dopo avere collegato gli assassini avvenuti nella zona. Viene chiamata anche Carol De Ronch che il 2 ottobre del 1975 lo riconosce in un gruppo di sette uomini che le vengono posti davanti.

Elizabeth e Stephanie le donne di Ted vengono interrogate. Innanzitutto si stupiscono del fatto che Ted avesse un'altra donna all'infuori di ciascuna di loro, e cominciano a parlare delle tendenze sessuali e violende di Bundy, Inoltre sebbene un amico di Stephanie ammette di avere visto Ted ingessato, non ci sono prove documentate in ospedale che l'uomo sia stato sottoposto ad un trattamento simile.


Il 23 febbraio 1976 comincia un processo e il 30 giugno dello stesso anno Ted viene dichiarato colpevole di rapimento aggravato da una giuria che lo condanna a 15 anni di carcere. Sebbene nessuno riesca a credere che quel ragazzo dal viso gentile e dalla vita così impegnata possa avere commesso queli omicidi terribili sul banco dei testimoni Carol De Ronch non lascia spazio ai dubbi.


Le indagini su di lui continuano mentre si trova dietro le sbarre. L'Fbi indaga e ritrova nella sua auto i capelli di Melissa Smith. Le ferite sul cranio di Caryn Campblell coincidono con il ferro che Ted teneva nella sua macchina.

LE EVASIONI
Memore dei suoi studi in legge Ted Bundy, nell'aprile del 1977, licenzia il suo avvocato in attesa di essere giudicato per l'omicidio della Campbell. Ottiene il permesso di entrare nella biblioteca del palazzo di giustizia di Tremola e approfitta di una finestra aperta per fuggire. E' il 7 giugno del 1977.

Sulle sue tracce si mettono 150 agenti e i loro cani poliziotto. La fuga dura sei lunghi giorni. Nel frattempo Ted ruba una macchina, ma un posto di blocco riesce a catturarlo.

Ted non molla i suoi tentativi per ritornare in libertà ed evade per la seconda volta il 30 dicembre facendosi spazio grazie ad una apertura presente nel tetto della sua cella. Per 15 ore la polizia penitenziaria non si accorge di nulla così ha tutto il tempo di arrivare a Chicago, direzione Florida.

Va a vivere a Tallahasee e qui affitta un appartamento vicino ad un campus universitario, cambia nome in Chris Hagen. Ricomincia il periodo della solitudine, per mangiare ruba. Sembra che la violenza si sia placata, ma non è così.

Il 14 gennaio del 1978 Ted da l'assalto alla sede della confraternita "Chi Omega". Quella notte molte vanno in giro per locali, altre rimangono a casa.

Alle tre di notte rientra Nita Neary, prima sente dei rumori provenire dal primo piano, si nasconde e vede, nel buio, un uomo con il copricapo blu che scappa dalle scale. Pensa che sia un furto e dopo avere visto l'uomo prendere la via della fuga comincia a svegliare le coinquiline per vedere i danni riportati dalla presenza di quell'uomo.

Insieme a Nita vaga per la casa anche Nancy. Arrivate nel salotto scoprono l'orribile verità. Due loro amiche Katy e Karen sono riverse in una pozza di sangue. Prima il panico, poi la chiamata alla sede della polizia che ritrova altri due cadaveri.

L'uomo ha fatto irruzione nella casa proprio quando le ragazze dormivano. Ha aggredito per prima Lisa Levy, l'ha colpita alla testa l'ha stuprta e poi strangolata. Le ha strappato via uno dei capezzoli e le ha infilato nella vagina e nell'ano una bomboletta spray. A Margaret Bowman, morta anche lei, forse è andata meglio. L'aggressore non ha usato violenza su di lei, l'ha strangolata con l'elastico di un paio di mutande e le ha massacrato la testa.

L'artefice della strage non ha concluso il suo lavoro per quella notte. Si è diretto in un'altra casa di studenti. Le amiche di Ceryl Thomas. La trovano ancora viva dopo avere chiamato la polizia insospettite dai rumori provenienti dalla stanza dell'amica. Per lei gravi fratture alla testa in cinque punti diversi, ma sul pavimento viene ritrovata una maschera da sci. Per la polizia, che mette insieme gli altri indizi, non c'è dubbio l'arteficie è lo stesso, ma in Florida di Ted Bundy non si hanno prove e non si possono confrontare questi con altr indizi.

Il 9 febbraio del 1978 scompare Kimberly Ann Leach, ha solo 12 anni e i genitori chiamano la polizia in preda al panico. Un'amica dice di averla vista salire sul furgoncino di un uomo che ha ammesso di essere un vigile del fuoco, ma la ragazzina non ricorda nessun particolare che possa essere utile alla polizia. Passano otto settimane e il suo corpo, mummificato e senza tracce utili alle indagini, viene ritrovato nella contea di Suwannee il 12 aprile dello stesso anno.

Il primo identikit arriva quando una quattordicenne racconta di essere stata avvicinata da un uomo che si spacciava per vigile del fuoco e che voleva farla salire sul suo furgoncino. Il fratello però era venuto in suo soccorso e aveva evitato il peggio.

TED TORNA IN CARCERE
Ted Bundy capisce che è il momento di levare le tende e si trasferisce a Pensacola. Anche in questo caso un agente si insospettisce per la sua macchina, Ted prova a fuggire, e quando viene raggiunto assalta il poliziotto David Lee. Per fortuna il poliziotto riesce ametterlo a terra ma per Bundy non c'è scampo. Il 15 febbraio del 1978 viene riconsegnato alla giustizia.

Quando viene arrestato prova a dare alla polizia un nome falso ma ormai il suo nome e la sua foto si trova nella lista dell'Fbi in cui vengono scritti i nomi dei dieci criminali più ricercati d'America.
Per gli omicidi commessi in Florida è prevista la pena di morte.

Il suo processo attira i media di tutto al paese. Sul capo di Thedore Robert Bundy ci sono numerosissimi capi d'accusa, l'uomo è considerato quel pazzo criminale che ha ucciso 36 donne. Ted anche in questo caso decide di difendersi da solo, la madre depone a suo favore facendo commuovere lo stesso figlio/fratello, ma per Bundy non c'è speranza le prove sono tutte contro di lui. Anche la possibilità di utilizzare la salvezza dell'incapacità di intendere e di volere viene scartata.

PENA DI MORTE
Fiducioso delle proprie abilità, Ted si difende ancora da solo e compie diversi giochetti per cercare di far cambiare la giuria e il giudice, a suo dire troppo parziali, ma non otterrà mai nulla di buono. Nonostante le sue continue dichiarazioni di innocenza e malgrado una commovente deposizione della madre di Ted, durante la quale finiranno entrambi in lacrime, tutte le prove, sopratutto le impronte dentarie sui cadaveri, sono contro Bundy e la sentenza sembra scontata.

Un colpo di scena si ha il 7 febbraio del 1980 quando Ted propone a Carol Ann Boon, uno dei testimoni e sua compagna negli ultimi anni, di sposarlo nella speranza che la corte possa essere più clemente con lui. La donna dice si, ma per la giuria non cambia niente. La sentenza non lascia spazio a nessun dubbio. Queste le parole pronunciate dal giudice Edward Cowart: «È stabilito che siate messo a morte per mezzo della corrente elettrica, che tale corrente sia passata attraverso il vostro corpo fino alla morte. Prendetevi cura di voi stesso, giovane uomo. Ve lo dico sinceramente: prendetevi cura di voi stesso. È una tragedia per questa corte vedere una tale totale assenza di umanità come quella che ho visto in questo tribunale. Siete un giovane brillante. Avreste potuto essere un buon avvocato e avrei voluto vedervi in azione davanti a me, ma voi siete venuto nel modo sbagliato. Prendetevi cura di voi stesso. Non ho nessun malanimo contro di voi. Voglio che lo sappiate. Prendetevi cura di voi stesso».

Ted bundy viene dichiarato colpevole. Riesce ad evitare per due volte l'esecuzione capitale tra il 1982 e il 1986 presentanto appelli e ricorsi. Mette addirittura incinta la moglie durante una delle visite coniugali. I due non si vedranno più ma nasce una bambina nell'ottobre del 1982. Ted non smette mai di professarsi innocente.

Ann Rule intrattiene con l'assassino un rapporto epistolare che le consente di scrivere un libro. Ted aiuta anche la polizia nelle indagini sul serial killer di Green River che operava nello stato di Washington.

La data per la sua esecuzione viene fissata per il 17 gennaio del 1989. Theodore Robert Bundy troverà la morte alle 7,06 del 24 gennaio del 1989 quando una scarica elettrica della potenza di oltre 2000 volt attraverserà il suo corpo. Il suo corpo fu cremato e le sue cereneri sono state sparse proprio dove alcune delle sue vittime sono state ritrovate fatte a pezzi, sulle Taylor Mountains.

Mariangela Di Stefano
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