La malattia tipica dell’uomo moderno è senza dubbio lo stress. Se un abitante del mondo ottocentesco piombasse in una metropoli del 2010, sbarcato da chissà quale macchina del tempo, avrebbe probabilmente l’impressione di vedere una massa di esseri umani impazziti dalla fretta, che corrono da un posto all’altro, perennemente con il telefono all’orecchio, e che hanno perduto la capacità di godersi un pomeriggio di silenzio all’ombra di un albero. E tutta questa fretta di certo non giova al nostro povero sistema nervoso, che di rado riesce a stare al passo dell’agenda. Così lo stress – il cui termine deriva dal latino “strinctus”, “stringere” - è diventato il miglior compagno della maggior parte di noi.





