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Sabato 04 Settembre 2010
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Dieci anni per "il giorno della memoria"

Il giorno della Memoria è entrato a far parte delle celebrazioni storiche, ormai da 10 anni. Ogni 27 gennaio si puntano i riflettori sul giorno simbolico in cui le forze sovietiche irruppero ad Auschwitz. Il 27 gennaio del 1945, non rappresenta la fine dell’incubo, ma il suo inizio: per gli abitanti dei lager costretti a subire gli effetti della tenacia del “morirò ma tu dovrai farlo con me” degli aguzzini al soldo del nazismo,  e per il mondo intero, che faceva i conti in maniera plateale con l’efferatezza e la genuina malvagità gratuita di cui l’essere umano può essere capace.

La curiosità non è solo rosa, il tumore al seno sì

La curiosità non è solo rosa, il tumore al seno sì

Era già da qualche giorno che vedevo alternarsi sui profili delle mie amichette “Feisbookkiane” una serie di colori, all’inizio fra i più comuni, come: nero, rosso, bianco, verde, per finire con le combinazioni ricche di fiorellini, pallini e cuoricini. Da li si è scatenata la mia curiosità, non tanto per comprendere il vero significato del semplice colore, ma perché la matrice di interazione sociologica delle persone che lo scrivevano  non era legata ad un filo di conoscenza diretta (in breve, notavo che non era frutto di un giochino fra amici ma fra persone di ceppi differenti).

Vittima dell'ora solare

Vittima dell'ora solare

Sono una vittima dell’ora solare. Ieri avevo un appuntamento alle dieci, ma sapevo che alle dieci nessuno di quelli che avrebbero dovuto presentarsi sarebbe stato puntuale e allora sarei voluta rimanere sotto le coperte un altro po’, del resto la domenica è concesso. Eppure la mia supersveglia, quella collegata addirittura con Greenwich, quella che non dovrebbe sbagliare un secondo, quella che si aggiorna da sola in qualunque occasione, sì, proprio quella, è andata avanti con le lancette, senza ricordarsi, al posto mio, di andare indietro.

Diario di una giornata di ordinaria Catania

Tutti noi ci rendiamo conto di vivere in una terra eccezionale, speciale, unica. Questa è una consapevolezza che noi siciliani ci portiamo sempre dentro, l'orgoglio per la nostra terra è inciso nell'animo, questo orgoglio, però, non lo manifestiamo mai tra di noi, lo manifestiamo agli altri, soprattutto quando siamo lontani dalla nostra terra, poiché quando calpestiamo la nostra terra e respiriamo l'aria della nostra Sicilia, questa unicità viene soffocata e strangolata dalla cattiva politica e dai vizi della nostra burocrazia.

Il baco iperonimo

Il baco iperonimo

Esistono casi di infestazioni che sono passate alla storia: colonie di coleotteri hanno divorato pagine e pagine alleggerendo chilometri di scaffali; pesciolini d’argento che nuotando allegri tra onde di carta hanno incenerito intere enciclopedie; mascelle di termiti stacanoviste hanno devastato teatri e mobili pregiati; tarme indefesse hanno distrutto intere collezioni di abiti firmati; punteruoli vacanzieri, lontano dai paesi d’origine, hanno decimato la popolazione palmizia di una decina di nazioni mediterranee.
Di queste infestazioni si sa tutto o niente, si conoscono i protagonisti perché sono gli stessi che da secoli accompagnano l’uomo e lo alleggeriscono, ogni tanto, di qualcosa.

Non è tutto oro quel che luccica

Non è tutto oro quel che luccicaConfusione, ressa, urla da stadio. Basta andare su Youtube e digitare nel campo di ricerca la parola Katanè per rimanere assolutamente strabiliati e di certo non in positivo.
La scorsa settimana in provincia di Catania l’inaugurazione del nuovo centro commerciale ha segnato un nuovo record storico. Per quanto mi riguarda si tratta del record dell’assurdo.

Tifeo Web: nuovo look, nuove scommesse

Tifeo Web: nuovo look, nuove scommesseEra giugno del 2006 quando, dopo mesi di lavoro dietro le quinte, Tifeo Web venne al mondo, o meglio fece capolino sulla Rete.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 05 Maggio 2009 10:13 )

Economia e Statistica in chiave moderna

Vi è mai capitato di pensare all'inutilità degli studi fatti in passato?
A me si. Soprattutto ascoltando le notizie elargite dalle varie emittenti televisive nelle loro edizioni dei telegiornali, sempre minuziosamente aggiornate. Probabilmente la parola inutilità è sbagliata, sarebbe più esatto usare il termine inadeguatezza. Chi ha conseguito la laurea in Economia e Commercio in quel di Roma, ed avendo la mia "quasi" veneranda età avrà sicuramente avuto l'onore o la "sfiga", a seconda dei punti di vista, di seguire le lezioni di Economia al cospetto del "re" assoluto della materia, così irraggiungibile e venerato. Sto parlando del Dott. Tremonti temendo, nonostante la prodiga attenzione prestata alle sue lezioni, a distanza di quasi trent'anni di non aver capito nulla di economia, a dispetto del trenta in bella mostra sul libretto universitario.

Il Grande Fratello degli sfigati

Stasera va in onda la seconda puntata del Grande Fratello e che quest'anno ci sia un filo conduttore che lega tutti i concorrenti o quasi si era capito. Qualcuno avrebbe potuto tacciare la produzione della Endemol di essere poco originale, ma, almeno a noi, è bastato vedere la prima puntata (lo confessiamo) per scoprire che di originalità quest'anno ce n'è tanta, perché per la sua nona edizione il Grande Fratello ha puntato su un unico trait d'union: la sfiga, quella con la S maiuscola.

Anoressia Online

Una modella filiforme vende di più. È questo lo slogan con cui ci hanno sempre bombardato. Magro è sexy ci hanno inculcato. Portando le donne a guardare con odio il cibo. A temere l'ago della bilancia. A rimandare la prova bikini. A guardare i manichini nelle vetrine con pantaloni dalla vita talmente stretta che neanche a dieci anni saremmo state in grado di abbottonare. A guardare alle nostre ossa come qualcosa di esteticamente bello. E guarda un po', per tutti questi anni ci hanno prese in giro: le modelle molto magre abbassano le vendite negli spot -- o almeno così dicono gli scienziati.  Secondo una ricerca effettuata dalla psicologa Phillippa Diedrichs, dell'University of Queensland, Australia, l'immagine di skinny o super-thin models non incoraggia affatto le donne a comprare il prodotto che viene da loro pubblicizzato, al contrario, soprattutto nelle donne mature, provoca l'effetto contrario.

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