Un viaggio tra le note e tra le corde di un’arpa. Un viaggio suggestivo che ha per cornice i panorami mozzafiato della terra d’Irlanda.
Il suono, la melodia ed in particolare la musica rappresenta l’emblema di questa nazione. Forse non tutti sanno che l’arpa rappresenta il simbolo irlandese per eccellenza, tanto da ritrovarlo persino nelle monete nazionali.
Come detto ciò che contraddistingue la cultura Irlandese dalle altre è proprio la musica. Con il termine “musica celtica” si fa riferimento ad un insieme di tradizioni musicali che presentano tra loro alcune analogie ben distinte e fortemente connotate. Una testimonial di questo genere musicale è sicuramente Kay Mc Carthy, da trent'anni portavoce della tradizione musicale irlandese.
Nata a Dublino ma italiana d'adozione, Kay è molto apprezzata nel nostro Paese e all'estero. Con uno stile proprio, per certi versi unico, Kay trae ispirazione dalla sua terra d'origine arricchita di tutte le più aggiornate esperienze. Il suo repertorio è composto da brani di musica tradizionale ai quali si aggiungono pezzi originali firmati dalla stessa vocalist. La stessa Kay a proposito della sua passione per il canto e per la musica in generale racconta: “Ho cominciato a cantare verso i tre anni. A quei tempi, in Irlanda, Radió Éireann trasmetteva ad orario. Tra le due e le cinque del pomeriggio, taceva. Con il naso e la bocca schiacciati contro la grande finestra fredda e sgocciolante della cucina riproponevo piano, piano, facendole vibrare dolcemente nel vetro bagnato, le canzoni apprese la mattina dalla radio. A sette anni cantai per la prima volta in pubblico. Il silenzio teso e rispettoso che scese sull' uditorio del piccolo teatrino di provincia alle mie prime note mi fece capire che ammaliare con la voce, trasmettere emozioni con il canto era la mia strada. Una strada d'incanto”.
Proprio per festeggiare degnamente il trentennale della sua carriera è stato realizzato l’album “Quintessence” su etichetta Helikonia. Una raccolta dei suoi brani più famosi con in più qualche inedito. A rendere il lavoro interessante anche un video contenente, tra l’altro, un documentario sulla sua prestigiosa carriera.
Caratteristica principale di questa artista a 360° è la capacità di mescolare le due lingue nelle quali è regina: inglese e gaelico. Affidando al gaelico il senso di mistero, la magia della favola. Una lingua che Kay considera meno consumata ed inflazionata dell'inglese, più idonea ad esprimere con freschezza la realtà del presente, a narrare perfino storie di cronaca e di vita recente.
In questo periodo Kay e il suo entourage (composto da: Susanna Valloni flauti traverso & dolce, whistle & ottavino, Fabio De Portu chitarre, Antonio Cordici violino, Stefano Diotallevi pianoforte & tastiere, Piero Ricciardi - marito e inseparabile collaboratore di Kay - percussioni tradizionali irlandesi) sono impegnati in una serie di concerti di cui ricordiamo qualche data: 24 luglio, Casteggio (Pavia) La Certosa di Cantù, ore 21.15; 25 luglio Montechiaro (Asti) chiesa romanica di San Nazario, ore 21.00; 13 agosto, Pescara, Porto Turistico , ore 21.00.
Daniela Cocina












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