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Martedì 21 Maggio 2013
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War games nello Ionio

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Al centro dello Ionio ieri mattina dieci paesi dell’Alleanza Atlantica hanno “giocato” a fare la guerra. Mezzi aerei e navali sono andati a caccia di sottomarini per la simulazione di un’operazione antisommergibile che però è direttamente collegata alla realtà, perché tutte le tecniche provate serviranno nel caso in cui la Nato dovesse scendere in campo davvero.


Otto navi, 18 mezzi aerei a caccia di 6 sottomarini, duemila uomini in campo, sono i numeri dell’esercitazione Proud Manta 2011 che le forze della Nato hanno tenuto a trenta miglia dalle coste della Sicilia orientale, nello spazio d’acqua che si trova direttamente di fronte Siracusa.

Italia, Stati Uniti, Spagna, Belgio, Canada, Francia, Germania, Grecia, Turchia, Inghilterra, hanno simulato una guerra ai sottomarini a partire dalla scorso 7 febbraio e che ieri hanno mostrato ai giornalisti, a bordo della nave della Marina militare italiana Etna, raggiunta in elicottero dalla base di Maristaeli.

Il lavoro è avvenuto con il massimo coordinamento. Due elicotteri hanno lavorato a stretto contatto con una fregata scandagliando i fondali alla ricerca del sommergibile. Passa quasi un’ora e finalmente uno dei due elicotteri trova qualcosa sott’acqua. Le coordinate vengono mandate a terra da dove parte un aereo che in cielo va settanta volte più veloce del sottomarino che si nasconde sotto la superficie del mare. E’ tutto un gioco di sonar.

L’aereo arriva in pochi minuti e, tra gli elicotteri e la nave, sgancia un torpedo per segnalare il punto esatto in cui si trova il sottomarino che poco dopo è costretto ad emergere in superficie, segno che l’operazione è andata a buon fine.

Durante questa esercitazione è stato fatto un altro test, quello di questi veicoli subacquei autonomi che in gergo si chiamano “sea glider”, ma che dalla centrale operativa di La Spezia da dove vengono controllati hanno nomi tutti al femminile, Noa, Greta, Nathalie e Zoe. Questi gioielli della moderna tecnologia permettono, fino ad una profondità di mille metri di conoscere alla perfezione cosa c’è sott’acqua. Sono nati per fare studi oceanografici e questo è stato il loro primo utilizzo in campo militare.

Guarda le foto dell'esercitazione

Mariangela Di Stefano

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 18 Febbraio 2011 13:43 )  
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