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Mercoledì 19 Giugno 2013
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Donne coraggiose per il premio Cutuli

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Sabato scorso, nell’aula Santo Mazzarino del Monastero dei Benedettini di Catania,nella facoltà di Lettere e Filosofia, si è svolto il seminario intrauniversitario del premio internazionale giornalistico Maria Grazia Cutuli.
Protagoniste assolute le due giornaliste che sono state premiate per la stampa estera e per la stampa italiana Tiziana Prezzo e Cécile Hennion. Da segnalare che nel pomeriggio a Santa Venerina a ricevere il premio, come miglior giornalista siciliana è stata Donata Calabrese.

Sabato mattina, però al seminario a commuovere è stata soprattutto la madre di Maria Grazia Cutuli, scomparsa già da nove anni.

Nella sua lectio magistralis Tiziana Prezzo, che lavora come reporter per SkyTg24, ha parlato della sua esperienza con un incontro dal titolo: ”Osservare per raccontare:la lezione di Kapuscinski vale ancora?Il caso Haiti”.

La Prezzo ha subito esordito dicendo: “Per essere dei bravi e buoni giornalisti bisogna sempre andare a vedere per testimoniare situazioni, anche quando i riflettori si spengono”. Tiziana Prezzo si è ispirata al reporter più famoso e stimato del novecento, il polacco Kapuscinski, secondo il quale il primo giornalista fu
Erodoto.

“Fu lui il primo a viaggiare e a spostarsi per fare da testimone al mondo dei greci ai e per i greci” la prezzo ha ricordato così le parole di Kapunscinski ribadendo come anche lui si era informato e aveva studiato, con tanto coraggio e apertura mentale per poter cogliere tutti i particolari di cui un luogo hic et nunc (qui e ora)possiedono.

La giornalista ha affermato che per capire bene la nostra cultura, è bene conoscere pure le altre. E ancora ha detto:”Esercitando questo mestiere non si è solo un uomo o una donna che scrive,s i è testimoni della cultura e della storia di un luogo, anche perché essere reporter è un’esperienza fisica non solo professionale”.

Il suo è andato da Erodoto ad Aristotele fino a Kapuscinski e la Prezzo ha raccontato delle sue esperienze personali ad Haiti e ad Istanbul. I commoventi ricordi, le sue sensazioni e le sue parole della stessa hanno suscitato nel pubblico dei Benedettini

un grande interesse, proprio perché tra le fine della sala Santo Mazzarino tra i giovani seduti tanti erano quelli con il sogno di diventare giornalista dedicando la propria vita ad essere un importante testimone del mondo.

Dopo Tiziana Prezzo ha parlato Cécile Hennion , corrispondente francese del giornale Le Monde per il Medio Oriente con base a Beirut. La Hennion recentemente è stata anche vittima di un attentato.

La giornalista ha parlato spedita, nella sua lingua ha raccontato alcune delle sue più impressionanti esperienze, vissute mentre si trovava come reporter all’estero in periodi di guerra, ed ha spiegato che “bisogna essere muniti di un forte animo per non soccombere e non ferirsi dentro, quando si vedono situazioni per noi del tutto surreali”.

È bene capire le ragioni degli accadimenti, e non solo osservare acriticamente un’immagine di guerra. Cécile Hennion dice : ”Noi giornalisti siamo come dei pompieri che tentano e sperano di spegnere la macchina ben oliata della guerra, solo con il nostro block notes e la penna, raccontando ciò che vediamo”.

L’incontro è stato moderato dall’editorialista del Corriere della Sera, Antonio Ferrari, che in conclusione ha commentato: ” Non arrendiamoci mai, se non ci arrenderemo arriveremo a compimento dei nostri obiettivi. Queste due fantastiche giornaliste ne sono un esempio”.

Germana Mangione

 
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