Sin da quando siamo piccoli, ci viene insegnato che è buona educazione coprirsi la bocca quando starnutiamo. Con la “fobia” da H1N1 abbiamo cominciato a porre più attenzione a questo gesto. Quanti di voi si coprono la bocca quando starnutiscono?
Quanti di voi lo fanno usando la mano?
Quanti hanno l’accortezza di disinfettare immediatamente la mano che hanno usato?
Già, perché è proprio questo il nocciolo della questione, sebbene una persona su cinque dimentichi di coprirsi la bocca quando starnutisce, omaggiando chi sta loro intorno dei propri virus, la maggior parte di noi usa le mani ma non le disinfetta subito dopo – non basta asciugarle sui pantaloni -, stringiamo poi altre mani, tocchiamo pomelli, superfici e altri oggetti su cui altri poggeranno le loro mani, ottenendo così lo stesso risultato che se avessimo starnutito a bocca libera.
Cosa fare? Ove possibile, lo ripetiamo, disinfettare la mani – l’influenza suina ha fatto sì che la maggior parte di noi si sia munito di un flaconcino di amuchina da portare in borsa – oppure usare un fazzoletto, se non ne siamo in possesso o ci rendiamo conto che lo starnuto non possa aspettare il ritrovamento di un clinex in borsa, allora è meglio pararsi con il gomito.
Starnutire a bocca libera è fastidioso, ancor di più è vedere comunque le persone che sputano liberamente per terra, la qual cosa non è solo sgradevole da vedersi e sentirsi, ma è decisamente antigienico, dal momento che ciò che calpestiamo fuori lo portiamo in casa, dove sovente entriamo e camminiamo senza toglierci le scarpe, ma dove poi, mettendoci in relax, andiamo anche in giro scalzi.
Teniamolo sempre presente: ogni azione ha le sue conseguenze.
Ornella Lodin












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