Tifeo Web Narrativa Online 2010: racconto di Luisa Alessandri.
Emma non sentisse fosse chiamata? Il collega Sandri la rimbrottò. –Ma, non senti stia chiamando? Penso proprio che hai dei pensieri, dai muoviamoci, l’appuntamento con il Direttore è alle ore 10 e ancora stiamo qua! Ti aspetto in macchina e sbrigati. – Emma prese a sbuffare, non avrebbe in nessuna maniera voluto andare. Salutò Franceschi, capo del personale. –Emma, guarda, vi deve dare tutto l’incartamento per procedere alla messa in opera dei tessuti ignifughi, va bene l’Agenda ce l’ha Sandri, andate. – Una volta in macchina, lei diede uno sguardo al catalogo. –Leo, ti ricordi come si chiama quel tessuto...ah, sì oscurante, bello, che ne pensi? Uffa, quando arriviamo, lo sai, verrebbe voglia di lasciare baracca e burattini e...boh, non ho idea dove andare. Scusa se sbadiglio, stanotte ho dormito poco, papà, non sta bene. Ah, come procede il matrimonio?– Leo accese una sigaretta offrendo, lei, rifiutò. –Emma, sai bene ritenti di salvare questo matrimonio, ma non so ancora come andrà a finire. Si è presa proprio una bella sbandata, un pezzente maledetto. No, non sto soffrendo, credi. Certo, devo ragionare con il cervello e non come lei mi prenda con il sesso. Siamo arrivati. – Il Teatro Adri Luisettis noto per Conferenze, eventi Aziendali e sostenendo giovani attori con la voglia del recitare, studenti, disoccupati o per arrotondare l’esigua cifra a fine mese con un lavoro precario. Il Direttore di scena non fece mai mancare buon gusto per l’arredo, erano anni si affidasse alla ditta Arte teatro In programma una inedita rappresentazione. Molto rumore per nulla di Shakespeare, una tragicommedia più conosciuta e portata spesso sulle scena acclamata nelle rappresentazioni teatrali. Emma e Leo nell’entrare si avvidero della Locandina, guardarono le foto degli artisti in erba, lei, soffermò lo sguardo su di un giovane, bello con occhi azzurri. –Emma, che fai, muoviti, t’incanti per quattro attoruncoli da strapazzo!– La moglie proprio per uno così perse la testa e di Rumore ne fece proprio tanto con la follia di andarci a letto. Furono accolti dal Direttore. –Buongiorno, come vedete sembriamo tutti esagitati, verrà il Sindaco e giunta al completo con l’Assessorato alla Cultura e Spettacolo. Allora, queste sono le indicazioni di quello che vorremmo impiantare nelle scene e rinnovare poltrone di prima fila. Bene, noto abbiate con voi il catalogo. Domani telefono e darò le ultime ordinazioni, volete accomodarvi?– Sedettero dietro le quinte soffermando lo sguardo sui lavoranti, a volte imprecarono quando le cose non andarono per il verso giusto. Si accorsero di due giovani parlassero con lo scenografo. Uno, quello che colpì Emma, tanto gli sorrise...troppo, pensò il Sandri. –Emma che fai, ti piacciono i ragazzi? Stanne lontana, non ti bastano i guai che ti circondino?– Di guai ne avesse da vendere, un padre allettato e una madre che venti anni prima sparì con un uomo, e anche lì, di Rumore ne sentì Emma, un padre spesso urlasse contro lei, insultando le avesse retto il gioco alla madre, una vera pazzia, pensarlo! Salutarono ringraziando per l’invito della messa in Opera shakespeariana. Quando entrarono in macchina, Emma si accorse di essere osservata da quel giovane attore, gli sorrise e fu contraccambiata. –Emma stai attenta, hai almeno quindici anni in più di quel ragazzo, vuoi bruciarti per una avventura di sapore amaro? Ma smettila, non ti è bastato quello che ha fatto tua madre? Tuo marito è una brava persona, cosa vai a cercare ancora,ma, piantala! Posteggio, tu scendi e prendi i fogli. – Il Franceschi osservò le richieste e fece una smorfia di piacere. –Caspita, altroché, Modena avrà anche lei un Teatro di richiamo, leggo verrà il Ministro dei Beni Culturali, non possiamo denegare l’invito, no, no, dobbiamo andare. Emma, puoi dattiloscrivere le richieste? Grazie.– Alle ore 18, Emma salutò andando via, l’aspettava la spesa e il riordino di ...tante altre cose e quel padre, a volte non capì se fosse vero il suo allettarsi o provasse gusto ad essere servito. Una volta in casa rassettò la cucina sentendo la porta si aprisse, il marito, diede un bacio dicendo avesse fame, lei abbozzò un sorriso e apparecchiando la tavola, ognuno raccontasse della giornata trascorsa. –Sono stanco, non farmi aspettare, oggi nella segheria ho tanto lavorato che non mi reggo in piedi. Sì, dammi quello che c’è, sei lenta! – Lei, gli avrebbe ben scodellato in testa una minestra di verdure, poi, non lo fece e lo servì. A letto Rino, non sentì più quella stanchezza e la prese per fare all’amore in quattro e quattr’otto, tanto perché si sbrigasse, l’attese sul comodino la televisione per vedere le notizie sportive. Tifoso del Parma, volle sempre sapere come andasse la sua squadra. La mattina Emma, si alzava presto, prima di tutto accudire il padre e imboccarlo per la colazione, poi, al marito e in più preparando a volte la frittata o quel che rimanesse dalla cena, un ricco panino per il suo pranzo. Una volta davanti allo specchio, dedicava un po’ di tempo per lei, pettinava bene i suoi capelli castano-tiziano, si truccava e rimirasse sorridendo per quell’abito nero e attillato, un acquisto per il matrimonio di una cugina, tanti anni fa! Un bacio al padre e il telefono vicino, due ore dopo sarebbe venuta una signora per aiutarlo. Aprì la portiera della macchina e via...un’altra giornata che assomigliasse alle altre passate e ne sarebbero venute ancora e ancora... chissà quante altre! Una volta in ufficio prese a dattiloscrivere tutto l’arredo per il Teatro Adri Luisettis Notò che il Direttore di scena fece proprio un acquisto copioso e di vero gusto. Senz’altro non ci sarebbero state scuse, la sera che andasse in scena Shakespeare, non l’avrebbe perduto, al marito, una scusa, non poter rifiutare e in più pagata a straordinario. Sandri le fece una carezza. –Scusa Emma per le parole di ieri, ma, vedi è facile a volte cadere nelle trappole del sesso, mia moglie non so se lasciarla, vorrei conoscere una come te, dolce e mogliettina tutta per il marito e per la casa, queste sono donne che piacciono! – Lei, non si scompose e neanche lo guardò in malo modo, sollevò le spalle e continuando a battere quei tasti ripetutamente. La sera del 18 Dicembre, a Teatro, in scena Molto rumore per niente Emma, si fece prestare un bell’abito nero di chiffon con bolerino, andò da una sua amica parrucchiera in casa, non volle soldi e la fece talmente bella e irriconoscibile. Rino, la guardò come fosse la prima volta e un po’ di gelosia si notò nel suo volto. Una volta giunta a Teatro, posteggiò nei riservati e quando la vide Sandri, strabuzzò gli occhi per quanto emanasse profumo di sensualità. Sedettero nella prima fila e dagli sguardi, lei capì, fece bene nel farsi prestare l’abito e una acconciatura suprema! Silenzio, sipario aperto e gli attori presero a recitare. Dopo poco, sulla scena quel bel ragazzo. Lei, lo fulminò con gli occhi e con movenze sensuali nel muoversi sulla poltrona. –Allora, per la verità, mi sembra troppo bassa per un’alta lode, troppo scura per una chiara lode, e troppo piccola per una grande lode. Solo questo posso riconoscerle di buono, che se fosse diversa da com’è, non sarebbe bella, e che, essendo com’è, non mi piace.– Il pubblico applaudì e si convinse su quei giovani in erba, presto conosciuti anche da Teatri maggiori.
Una volta finito, servirono un piccolo rinfresco per gli invitati di prestigio Emma complimentò quel ragazzo. –Com’è bella, mi ha colpito giorni fa quando la vidi. – Lei si mise sotto braccio, parlarono tanto, così Tommaso le chiese se volesse andare a casa sua, in affitto con altri due ragazzi universitari e per il momento fuori dalle loro famiglie in Calabria. Perché no, gli piacque subito quel giovane. Una volta entrata nell’alloggio, si accorse di un ambiente pulito e accogliente. Lui, iniziò a spogliarla con movimenti delicati e una luce soffusa gli donò una splendida donna di fattezze aggraziate. Emma, non si avvide un rapporto di Dai, sbrighiamoci che è tardi! Parole del marito. La baciò con dolcezza, accarezzava senza disturbo, mani soavi non infastidissero nel prenderla in un atto d’amore senza violenza. Poi, fu lei a voler dirigere quell’incontro, lui, si fece beare dagli atteggiamenti a volte parchi e altri di passione. Stettero nell’isola del tradimento per ben due ore. Il volto di Emma radioso e nel salutare, lui pregò di vedersi ancora. Emma pensò tanto, prima di rispondere. Ebbe sempre ...Ancora altre cose da fare, ma, si stampò nel suo volto una folle passione, una bella e sana follia, dove un ragazzo non l’avrebbe presa dicendo: – Dai, non ci sai fare, sbrigati! – ma, di una straordinaria avventura, si sarebbe beata per altri giorni, o magari chissà, per altri mesi. –Sì, sì Tommaso, prometti non fare Molto rumore per nulla Per quel che durerà, questa frenetica, pazza follia!–









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